Displasia congenita dell’anca

Displasia congenita dell’anca

Displasia congenita dell’anca (DCA): cos’è, sintomi, diagnosi ed ecografia neonatale

A cura della Dott.ssa Maria Sellitto – Pediatra e Neonatologa

La displasia congenita dell’anca (DCA), detta anche displasia evolutiva dell’anca, è la malformazione congenita dello scheletro più frequente nei neonati. Una diagnosi precoce consente trattamenti semplici ed efficaci e permette di prevenire complicazioni future come problemi di deambulazione o artrosi precoce.

Cos’è la displasia congenita dell’anca

La displasia congenita dell’anca è un’alterazione dello sviluppo dell’articolazione dell’anca in cui la testa del femore e l’acetabolo non sono correttamente allineati o crescono in modo anomalo.

L’articolazione dell’anca funziona come una sfera inserita in una cavità:

  • la testa del femore rappresenta la sfera
  • l’acetabolo è la cavità del bacino che la accoglie

Quando è presente displasia, la testa del femore può spostarsi verso l’alto causando instabilità articolare e alterazioni dello sviluppo dell’anca.

Quanto è frequente la displasia dell’anca

La displasia congenita dell’anca è la malformazione scheletrica congenita più frequente. In Italia interessa circa il 3% dei neonati.

Le femmine sono più colpite rispetto ai maschi, con un rapporto di circa 2 a 1 nelle forme lievi.

Fattori di rischio

La displasia dell’anca è una patologia multifattoriale. I principali fattori di rischio sono:

  • sesso femminile
  • familiarità per displasia dell’anca
  • presentazione podalica alla nascita
  • gravidanza gemellare
  • neonati LGA (large for gestational age)
  • prematurità
  • oligoidramnios

Circa il 35% delle displasie dell’anca si verifica anche senza fattori di rischio.

Sintomi della displasia dell’anca

La valutazione clinica da sola non è sufficiente per la diagnosi. Alcuni segnali possono essere:

  • differenza nella lunghezza delle gambe
  • pieghe delle cosce asimmetriche
  • ridotta mobilità di un’anca
  • minore flessibilità di un lato

Alla nascita il pediatra esegue la manovra di Ortolani, ma questa può risultare falsamente negativa soprattutto nelle forme più gravi.

La zoppia è un segno tardivo che compare quando il bambino inizia a camminare.

Diagnosi: ecografia dell’anca

L’unico metodo efficace per la diagnosi precoce è l’ecografia dell’anca.

L’ecografia permette di valutare:

  • i rapporti tra testa del femore e acetabolo
  • la morfologia dell’articolazione
  • gli angoli articolari dell’anca

La tecnica più utilizzata è la tecnica di Graf, che consente di individuare anche le displasie lievi.

Rischi della diagnosi tardiva

Se non trattata precocemente, la displasia dell’anca può portare a:

  • alterato sviluppo articolare
  • artrosi precoce dell’anca
  • difficoltà nella deambulazione
  • necessità di protesi d’anca in età adulta

Una diagnosi dopo i 6 mesi di vita rende il trattamento più complesso e nei casi gravi può richiedere intervento chirurgico.

Quando fare l’ecografia dell’anca

Le linee guida raccomandano uno screening ecografico tra la quarta e la sesta settimana di vita in tutti i neonati.

Solo una diagnosi precoce consente un trattamento efficace e previene complicanze future.

Bibliografia

Kotlarsky P. et al. Developmental dysplasia of the hip. World J Orthop 2015.

De Pellegrin M. Early ultrasound diagnosis of developmental dysplasia of the hip. 1996.

Graf R. Hip sonography: background, technique and results. Hip Int 2017.

De Pellegrin M. et al. La displasia congenita dell’anca (DCA). Giornale Italiano di Ortopedia e Traumatologia 2019.

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