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La febbre, istruzioni per l’uso

La febbre

A cura del Prof. Giorgio Pitzalis

La febbre è la principale causa di richiesta di visita in età pediatrica e il principale motivo di accesso in Pronto Soccorso, in particolare entro il primo anno di età.

Soprattutto per il neogenitore, la febbre può rappresentare motivo di grande apprensione fino ad arrivare alla fever phobia, ovvero la paura irrazionale ed esagerata della febbre.


La febbre è un segno o sintomo caratterizzato dall’incremento della temperatura corporea centrale oltre i limiti di normalità.

Generalmente la febbre è una risposta difensiva di organismi multicellulari nei confronti di microrganismi.
Ne deriva quindi il concetto che la febbre è un meccanismo benefico per il bambino.
I valori di temperatura corporea possono presentare variabilità individuali e, in generale, sono più elevati alla sera rispetto al mattino.
Inoltre, la temperatura corporea è fisiologicamente più elevata durante la digestione e in relazione all’attività fisica.

L’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) considera febbre una temperatura superiore a 37,5°C.

Il grado di temperatura raggiunta e la risposta all’antipiretico non sono generalmente indici della gravità dell’infezione, con l’eccezione dei bambini di età inferiore ai 3 mesi, nei quali la febbre superiore ai 38°C è un fattore di rischio per infezione batterica invasiva.

Sono disponibili in commercio diversi dispositivi per la misurazione della temperatura corporea ma, ancora oggi, non vi è accordo su quale sia il miglior metodo di stima della temperatura.

Il termometro a mercurio è di facile lettura e di basso costo, ma è fragile e non può essere ritarato.
Dal 2010 il termometro a mercurio è stato ritirato dal commercio perché tossico.

Il termometro digitale elettronico ha una elevata affidabilità e basso costo.

Il tempo di rilevazione è breve ma la taratura non può essere controllata facilmente.

Il tipo incorporato nel ciuccio non è affidabile.

Il termometro a raggi infrarossi ha una estrema brevità di rilevazione ma non esiste una standardizzazione tra i diversi modelli.
Una criticità è la distanza di rilevamento in quelli senza contatto.

Le Linee Guida Italiane raccomandano la misurazione della temperatura a livello ascellare con un termometro digitale quando il bambino si trova a domicilio o a scuola.

È sconsigliata invece la misurazione rettale in quanto invasiva e disagevole.

È sconsigliata anche la misurazione orale.

Tutte le Linee Guida raccomandano di utilizzare i farmaci antipiretici non per un determinato cut-off di temperatura corporea, ma in base al grado di discomfort del bambino (malessere a carico del tono dell’umore, del grado di attività del bambino, del ritmo veglia-sonno, dell’appetito, dell’attività motoria, delle abitudini quotidiane.

I mezzi fisici (bende bagnate, borsa del ghiaccio, spugnature) non possono influire sui meccanismi centrali della febbre e sono quindi sconsigliati.

Sempre i mezzi fisici possono talvolta essere controproducenti e pericolosi, quando viene usato l’alcol che, inalato, può provocare ipoglicemia e coma.

Gli unici due farmaci che possono essere utilizzati in pediatria sono paracetamolo e ibuprofene.

In genere è consigliata la somministrazione orale.
L’uso delle supposte deve essere scoraggiato in quanto l’assorbimento è variabile.
Può essere presa in considerazione solo in caso di vomito.

L’uso di antipiretici non è raccomandato per prevenire la febbre o le reazioni locali conseguenti alle vaccinazioni.

Fonte:
Gestione della febbre nella pratica clinica E. Chiappini, L. Perciasepe. Carocci Editore. 2023.

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