Il sale nell’alimentazione

Il sale nell'alimentazione

La riduzione del consumo di sale possiede effetti benefici sull’ipertensione arteriosa, ma quale effetto provoca sui rischi cardiovascolari?

Due recenti metanalisi rispondono a questo interrogativo

La prima metanalisi ha esaminato 34 studi randomizzati di durata ≥ 4 settimane (3.230 adulti di età media pari a 50 anni), in cui è stato confrontato un regime iposodico con uno normale. La riduzione media di 75 mmol registrata nell’eliminazione urinaria del sodio (corrispondente ad una riduzione di 4.4 g di sale al giorno) si è associata ad una abbassamento significativo della pressione sistolica e diastolica (4.2 mmHg e 2.1 mmHg, rispettivamente).

Limitando l’analisi ai soli pazienti ipertesi, la diminuzione rispettiva è stata di 5.4 mmHg e di 2.8 mmHg. La riduzione pressoria è stata indipendente dalla presenza di ipertensione, dal sesso dei partecipanti e dalla loro etnia. L’altra metanalisi ha compreso RCT di durata ≥ 4 settimane e studi di coorte di durata ≥ 1 anno.

In 36 RCT (con un campione di 6.736 adulti) la riduzione del consumo di sale si è associata ad una riduzione media di 3.4 mmHg per la pressione sistolica e di 1.5 mmHg per la diastolica. Non si è vista alcuna relazione tra l’assunzione di sale e i livelli di lipidi plasmatici, i livelli di catecolamine o la funzionalità renale.

Nei 14 studi di coorte, con una campionatura di decine di migliaia di soggetti, l’eccessivo apporto di sale si è associato ad un aumento del rischio di stroke, ad una maggiore mortalità da stroke e da coronaropatie, ma non ad un aumento delle coronaropatie, a malattie cardiovascolari in genere e alla mortalità globale.

Dai risultati di queste metanalisi viene confermato che la riduzione dell’apporto di sale si riflette su un miglioramento della pressione sanguigna senza comportare effetti collaterali degni di nota.

In base agli studi di coorte si può ipotizzare (ma non provare) che la riduzione del sale si accompagna anche a benefici cardiovascolari a lungo termine (ad esempio la riduzione del rischio di stroke), mediati dalla diminuzione pressoria.

In conclusione

Il consiglio di ridurre l’apporto di sale è perseguibile per tutti e non solamente per chi ha problemi di ipertensione.

Bibliografia:
He FJ et al. Effect of longer term modest salt reduction on blood pressure: Cochrane systematic review and meta-analysis of randomised trials. BMJ 2013 Apr 3; 346:f1325
Aburto NJ et al. Effect of lower sodium intake on health: Systematic review and meta-analyses. BMJ 2013 Apr 3; 346:f1326

Il sale nascosto negli alimenti è più di quello che immaginiamo. In Italia il consumo medio di sale procapite è di circa 11-12 grammi al giorno: il doppio e anche di più rispetto a quanto raccomandato dall’ Organizzazione mondiale della Sanità (OMS), che consiglia di non superare i cinque grammi al giorno.

È importante sapere però che il sale non è solo quello che versiamo ogni giorno sui nostri piatti ma è anche quello ben nascosto all’interno degli alimenti acquistati, anche nei più salutari.

Gli alimenti che ne contengono di più

In particolare, secondo le associazioni American Heart Association e American Stroke Association. pane.

Secondo i ricercatori una sola fetta di pane contiene già il 15 %del quantitativo di sale raccomandato come porzione quotidiana. Seguono gli affettati e la carne cotta come ad esempio il roast-beef. Anche 2 fette di pizza bastano per colmare il limite del consumo di sale quotidiano.

E ancora, tra gli alimenti incriminati troviamo il pollo arrosto confezionato e venduto nei supermercati, le zuppe pronte e infine i panini farciti soprattutto quelli ripieni di salse come maionese e ketchup.

Come ridurre il sale nascosto

L’eccesso di sale colpisce quindi anche i più attenti di noi. In che modo possiamo allora ridurre le quantità di sale introdotte volontariamente o meno nella nostra alimentazione quotidiana?

Per cominciare, cercate di ridurre il consumo di alimenti preconfezionati e di mangiare molta verdura.

Se possibile, lavate i cibi in scatola prima di mangiarli.

Iniziate inoltre a fare attenzione alle etichette e se soffrite di particolari patologie, prima di procedere con l’acquisto. Leggete bene il contenuto di sodio dell’alimento.

Sostituite il sale da tavola con le spezie per aromatizzare i piatti.

TI POTREBBERO INTERESSARE...

Dieta mediterranea ed eventi cardiovascolari

Dieta mediterranea ed eventi cardiovascolari

I benefici della dieta cosiddetta mediterranea sono noti, e la sua efficacia si manifesta soprattutto in ambito cardiovascolare. Alcuni ricercatori spagnoli hanno realizzato uno studio

2022 © GIUSTOPESO

REGALA LA SALUTE

Clicca qui