Sfruttamento e caporalato nel delivery

Sfruttamento e caporalato nel delivery

Sfruttamento e caporalato nel delivery: Glovo commissariata dalla Procura di Milano

A cura del Prof. Giorgio Pitzalis

Il settore del food delivery torna al centro dell’attenzione giudiziaria. La Procura di Milano ha disposto l’amministrazione giudiziaria per Foodinho Srl, società italiana che gestisce il servizio di consegne a domicilio per Glovo.

Fonte:

Il Manifesto – “Sfruttamento e caporalato, Glovo commissariata”

L’algoritmo come strumento di controllo

Secondo l’inchiesta coordinata dal pm Paolo Storari, l’azienda avrebbe adottato un modello organizzativo fondato su un algoritmo che collega retribuzione e performance, configurando una forma di etero-organizzazione della prestazione lavorativa.

Il sistema assegna incarichi, monitora tempi e disponibilità e incide sulla continuità delle occasioni di guadagno attraverso parametri di performance come accettazione, puntualità e disponibilità.

Compensi e tutela costituzionale

I compensi risultavano compresi tra 700 e 1.100 euro lordi per circa 12 ore di lavoro giornaliere, sette giorni su sette, con una media di 2,50 euro a consegna.

Nel decreto si richiama l’articolo 36 della Costituzione italiana, che garantisce al lavoratore una retribuzione proporzionata e sufficiente ad assicurare un’esistenza libera e dignitosa.

Vulnerabilità sociale dei rider

Dalle testimonianze emergono condizioni di forte bisogno economico e precarietà, in particolare per lavoratori migranti provenienti da Pakistan, Bangladesh e Nigeria. Permesso di soggiorno, caro affitti e sostegno familiare risultano elementi ricorrenti nelle dichiarazioni raccolte dagli inquirenti.

Amministrazione giudiziaria e indagini

Foodinho Srl gestisce circa 40 mila rider in Italia. L’amministratore giudiziario Andrea Adriano Romanò affiancherà il management per regolarizzare le posizioni lavorative.

Indagato l’amministratore unico Oscar Pierre Miquel per sfruttamento del lavoro.

Il tema del lavoro digitale

Il caso riapre il dibattito sulla regolamentazione del lavoro su piattaforma, sull’uso degli algoritmi nei processi decisionali e sulle tutele nella gig economy.

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