Scrivere di alimentazione

Scrivere di alimentazione

Scrivere di alimentazione è come aprire diversi e sempre nuovi scenari: economici, culturali ma anche emozionali.
Attraverso il cibo è, infatti, possibile “trasmettere” informazioni, indurre comportamenti, condizionando così, e non poco, il nostro futuro e quello dei nostri figli.

Il ruolo dei mass media

I mass media in ogni maniera e quotidianamente informano e cercano di convincere chiunque, relativamente alla bontà ed alla genuinità di ogni prodotto.

L’acqua, ad esempio, non deve contenere il sodio (per evitare la ritenzione idrica), ma gli snack salati, pur contenendo molto sodio, non vengono demonizzati.

Per i pubblicitari i sostituti del pane (crackers, grissini, ecc.) sono (e non è vero!) più leggeri e meno calorici del pane.

Insomma freschezza, bontà e genuinità dovunque, ma anche un discreto grado di disinformazione alimentare.

Ed allora, di cosa abbiamo bisogno e cosa scegliere?

Il Ministero della Salute ci invita a mangiare meglio ed a mangiare meno.

Ma come sapere quanto e come mangiare se, ad esempio, non esiste la etichetta nutrizionale obbligatoria (lo sarà, ma non per tutti gli alimenti, dal dicembre 2014) su alimenti e bevande?

Non volendo, ci ritroviamo a mangiare cose e quantità decise da altri. Vale la pena?

Altra realtà
È ormai noto che un’adeguata nutrizione, attraverso un corretto sviluppo strutturale d’organi ed apparati conduce ad un “vantaggio biologico” sullo sviluppo di malattie cronico-degenerative:

  • aterosclerosi;
  • coronaropatie;
  • ipertensione;
  • iperglicemia;
  • dislipidemie.

Mangiare per vivere è sempre più difficile nei Paesi industrializzati, sommersi come siamo da offerte alimentari.

Lo scopo ultimo?

Vendere, fino a convincerci che è giusto vivere per mangiare.

La spesa media mensile per famiglia nel 2012 è stata di 2.419 euro in valori correnti (-2,8% sul 2011) e, di questi,  468 euro sono stati spesi mensilmente per gli alimenti.

Ora, se è vero che nel corso della vita un individuo ingerisce, in media, 2-3 tonnellate di cibo, è evidente che il business alimentare è molto “ghiotto”.

E’ quindi sempre più urgente capire cosa e quanto è necessario al nostro organismo.
Solo dopo aver acquisito le giuste conoscenze nutrizionali è, infatti, possibile procedere ad una modifica delle abitudini alimentari incongrue.

Ogni giorno è indispensabile scegliere cosa mangiare e non subire le scelte.

Le patologie legate ad errata alimentazione sono in aumento

Ciò anche perché in pochi decenni l’introito di:

  • proteine è aumentato del 50%;
  • delle proteine animali del 160%;
  • dei grassi del 120%;
  • del sale del 200%.

Il rischio del sovrappeso o dell’obesità, già presente nella metà della popolazione italiana adulta e in quattro bambini su dieci d’età scolare, rappresenta una vera e propria emergenza sociale.

La presenza sempre più diffusa di distributori automatici di snack nelle scuole e negli uffici, sgranocchiare e masticare chewing-gum in continuazione non migliorano certo la situazione.

Concludendo….. buon appetito comunque!

La vita non è vivere, ma vivere in benessere
(Marco Valerio Marziale)

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