Lettera aperta di un pediatra al Ministro Lorenzin

Lettera aperta di un pediatra al Ministro Lorenzin

Ill.mo Ministro,

sono un pediatra di famiglia, mi occupo di salute nei bambini, di recuperarla per chi l’ha persa o di mantenerla il più a lungo possibile per i più fortunati; il mio lavoro, moltiplicato per i circa 7000 colleghi di tutt’Italia e associato a quello dei colleghi ospedalieri e universitari con i quali condividiamo l’assistenza pediatrica, ha portato a traguardi molto positivi.

Cito, a titolo di esempio, un tasso di mortalità infantile a 5 anni sensibilmente inferiore a quello di altri paesi europei come Francia,Germania e Gran Bretagna, al cui confronto, per una volta, possiamo dimostrare uno spread di salute a nostro vantaggio, nonostante investimenti pubblici minori. Il calo della mortalità, degli esiti handicappanti e dei ricoveri da cause infettive e per malattie prevenibili da vaccino è certamente un cardine di questo miglioramento della salute, dato confermato da statistiche note e accessibili a tutti, sia in Italia come all’estero.

Questo progresso è ora nuovamente messo in pericolo da accuse di un possibile nesso causale fra vaccino contro il morbillo e insorgenza di quadri autistici; l’ipotesi di reato avanzata della Procura di Trani sulla base della denuncia dei genitori di due minori ai quali è stata diagnosticata una sindrome autistica è “lesioni gravissime colpose” e riguarda il codice penale.

Tutto questo nonostante tutta la scienza ufficiale e, pochi mesi fa, anche l’OMS ha escluso qualsiasi collegamento tra vaccino per il morbillo e autismo.

Da anni, e non solo in Italia, la disinformazione nel settore vaccinale è andata via via aumentando, diffusa specie attraverso i social network, alimentata anche in ambito sanitario da poca formazione se non da comportamenti poco deontologici verso i pazienti, sani e non sani, incrementata da scarsa attenzione delle nostre istituzioni verso questa marea montante e non ultime da sentenze processuali che non faranno “scienza”, ma certamente fanno “cultura” o precedente di letteratura giurisprudenziale.

La vaccinazione antimorbillo ha consentito di evitare nel mondo negli ultimi 12 anni oltre 13 milioni di morti, in netta maggioranza bambini, grazie a circa 1 miliardo di dosi praticate, con una riduzione dei decessi del 78%; ancora oggi muoiono 330 bambini ogni giorno cioè 14 ogni ora e, se ci “allarghiamo”, una persona muore ogni 20 secondi per causa prevenibile da vaccino.

Sono dati importanti, verificabili. La realtà italiana ovviamente si avvale di maggiori livelli assistenziali ma dobbiamo pensare che globale oggi è anche la salute e i pericoli connessi alle migrazioni degli agenti infettanti non considerano le frontiere fisiche o amministrative, del resto non auspicabili.

La disinformazione colpisce anche paesi ad alto livello di salute, come dimostrano i decessi avvenuti in comunità chiuse per motivi filosofici o religiosi, o in soggetti non vaccinabili per patologia perché contagiati da compagni di scuola non immuni, non certo esempio di solidarietà vaccinale. Questo avviene anche in Europa, anche in Italia.

Il pediatra di famiglia è un “pezzo” della filiera vaccinale, che nasce innanzi tutto da un bisogno di salute e prosegue con la ricerca e la sperimentazione di un vaccino (quanto mai severa nel settore), l’autorizzazione, la commercializzazione, l’informazione e la raccomandazione, l’organizzazione affidata al SSN, la sorveglianza.

Tale filiera coinvolge le istituzioni nazionali e internazionali, dall’OMS agli organi autorizzativi europei, dal nostro Ministero della Salute che, proprio sull’eradicazione del morbillo e il contenimento della rosolia congenita, ha predisposto negli anni vari programma attuativi rimodellati sui risultati raggiunti, alle regioni che amministrano le risorse, alle ASL che attuano, ai medici ospedalieri e del territorio che possono dare una informazione personalizzata.

Ora tale filiera deve muoversi compatta per la difesa degli obiettivi raggiunti e da migliorare, a cominciare proprio dal Suo Ministero per l’autorevolezza e la responsabilità propria a sostegno di tutti gli altri “pezzi” che ho elencato.

Abbiamo letto con soddisfazione il Suo intervento riportato dalla stampa a margine di un convegno recente che rinforza la verità scientifica sull’efficacia e la sicurezza dei vaccini ma crediamo che occorra una presa di posizione precisa, centrata e duratura e condivisa a sostegno di tutta la “filiera”.

Noi pediatri di famiglia possiamo offrire la nostra professionalità,arricchita dalle iniziative recenti proprio nel settore della comunicazione sui social network (creazione di un account twitter:@ReteVacciniFIMP e di una pagina Facebook: www.facebook.com/FimpReteVaccini ) e la collaborazione con i colleghi igienisti sul sito www.vaccinarsi,org ; ma soprattutto restiamo vincolati all’obbligo professionale dovuto verso i nostri piccoli pazienti che è quello di tutelare la loro salute, prima di tutto e nonostante quanti minacciano la verità scientifica.

Roma, 27 marzo 2014

Dr. Giorgio Conforti
Referente per la Rete Vaccini e Malattie Infettive della FIMP (Federazione Italiana Medici Pediatri)

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