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Siamo ancora in tempo per il vaccino antinfluenzale?

vaccino antinfluenzale

Vaccino Antinfluenzale. Quest’anno in molte regioni italiane la stagione è rimasta mite oltre l’atteso ed ormai, come è successo l’anno scorso, vedremo esplodere l’influenza ai primi freddi con il picco di incidenza nel mese di dicembre e nei primi giorni del nuovo anno.

Cosa deve fare chi ancora non si è vaccinato? E’ ancora in tempo?

È ancora possibile vaccinarsi, ma bisogna sbrigarsi, l’influenza è iniziata.

In alcune regioni del nord Italia e centro-nord, secondo il bollettino INFLUNET dell’Istituto Superiore di Sanità, si è superata la soglia epidemica.

Da tener presente che per avere una protezione efficace è necessario che passino almeno 15 giorni dal vaccino, pertanto è necessario affrettarsi.

Chi deve sottoporsi al vaccino tra coloro che ancora non l’hanno fatto con maggiore urgenza?

Tutti i soggetti a rischio dopo i sei mesi di vita e tra questi rientrano i bambini con infezioni respiratorie ricorrenti, a cui al Regione Lazio offre gratuitamente il vaccino antinfluenzale.

Per tutti gli altri bambini dopo i 6 mesi di vita è raccomandato e gratuito, e dovrebbe essere superata la vecchia convinzione che l’influenza sia una malattia banale, perché le sue complicanze potrebbero essere molto severe e non solo per i soggetti a rischio.

Aumentando le coperture vaccinali si cerca di limitare la circolazione dei virus influenzali, proteggendo anche coloro che non possono essere vaccinati, come per esempio, i lattanti inferiori ai sei mesi, che sono anche quelli che vanno incontro più frequentemente a complicanze e di conseguenza anche a ricoveri in ospedale.

In questo caso è raccomandato vaccinare tutti i componenti della famiglia che ruotano intorno al piccolo (strategia del bozzolo), come nel caso della vaccinazione contro la pertosse.

Chi invece sicuramente non può sottoporsi al vaccino antinfluenzale?

In realtà sono rare le vere controindicazioni a vaccinarsi e sono:

  • Bambini inferiori ai sei mesi, solo perché al momento non ci sono studi clinici;
  • Soggetti che hanno manifestato una rara malattia neurologica, Sindrome di Guillain-Barrè;
  • Soggetti che hanno manifestato una reazione di anafilassi a componenti contenuti nel vaccino.

Ci sono poi le controindicazioni temporanee, cioè in caso di malattia acuta o terapie antitumorali o immunosoppressive, si rimanda a quando il soggetto starà meglio, ma sarà sempre il proprio pediatra a decidere in base alle condizioni cliniche.

In tutti gli altri casi bisogna vaccinarsi, soprattutto i soggetti più deboli da un punto di vista immunitario, come bambini ed anziani, le donne in gravidanza per evitare parti prematuri, ricoveri ed anche decessi, soggetti che durante lo svolgimento del proprio lavoro, come insegnanti, operatori sanitari, ecc., possono ulteriormente diffondere i virus e danneggiare i più esposti.

Da ricordare che il vaccino antinfluenzale è l’unica arma che abbiamo per proteggere efficacemente il singolo e di conseguenza la comunità da un’epidemia che puntualmente si verifica ogni anno nel nostro paese nel periodo invernale.

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