La selettività alimentare nei bambini: una fase temporanea o un problema di salute nascosto?
a cura del Prof. Giorgio Pitzalis
La selettività alimentare nei bambini (PE), nota anche come pigrizia alimentare, alimentazione schizzinosa, capricciosa o selettiva, descrive uno spettro di comportamenti caratterizzati dalla riluttanza a mangiare determinati cibi, dalla preferenza per una dieta ristretta e dall’avversione a sapori o consistenze non familiari.
Sebbene un certo grado di selettività sia tipico durante la prima infanzia, i casi persistenti o estremi possono portare a squilibri nutrizionali e richiedono attenzione clinica.
Le preoccupazioni relative all’alimentazione precoce spesso derivano dai genitori piuttosto che da reali conseguenze per la salute. L’ansia dei genitori può scaturire da aspettative irrealistiche riguardo all’assunzione di cibo e alla nutrizione. Ciò sottolinea l’importanza di distinguere tra comportamenti appropriati all’età e disturbi dell’alimentazione che richiedono un intervento.
Le stime di prevalenza variano tra il 13% e il 50%, con un picco tra i due e i sei anni. I fattori includono predisposizione genetica, sensibilità sensoriale, temperamento e ambiente familiare.
È fondamentale distinguere ARFID e PFD, condizioni associate a rischio nutrizionale e psicosociale.
La valutazione si basa su osservazione clinica, monitoraggio della crescita e analisi nutrizionale.
La gestione include educazione dei genitori, alimentazione responsiva ed esposizione graduale ai cibi.
Prima infanzia (0-6 mesi)
L’alimentazione è riflessa: suzione, deglutizione e coordinazione respiratoria. Fondamentale per nutrizione e sviluppo del linguaggio.
6–12 mesi
Introduzione dei solidi, sviluppo motorio orale e primi segnali di autoalimentazione.
12–24 mesi
Maggiore autonomia, imitazione sociale e sviluppo delle preferenze.
2–5 anni
Consolidamento delle abilità alimentari e sociali. Attenzione ai segnali di difficoltà persistenti.
Il gusto guida le scelte alimentari e protegge da sostanze nocive.
- Neofilia: apertura ai nuovi cibi
- Neofobia: rifiuto dei cibi sconosciuti
Problemi persistenti fino ai 5 anni possono indicare ritardi dello sviluppo.
Conclusioni
La selettività alimentare è spesso transitoria, ma nei casi persistenti richiede attenzione clinica e approccio multidisciplinare.
Fonte: MDPI