I vaccini e l’età adulta: cosa fare.

Vaccinazione per adulto

Tra i 19 ed i 64 anni, è opportuna la somministrazione periodica (ogni 10 anni) della vaccinazione difterite-tetano-pertosse con dosaggio per adulto.

Questa deve essere offerta in modo attivo, trovando anche le occasioni opportune per tale offerta (es. visite per il rinnovo della patente di guida, visite per certificazioni effettuate presso il medico di medicina generale, etc.).

Le stesse occasioni devono essere sfruttate per la verifica dello stato di suscettibilità per morbillo, rosolia, parotite e varicella (non avere contratto anche una sola tra le malattie elencate e non avere effettuato le relative vaccinazioni).

La priorità è eliminare il morbillo e la rosolia

Dal momento che l’eliminazione di morbillo e rosolia congenita è infatti una priorità assoluta per la sanità pubblica dell’intera Regione Europea dell’OMS, è cruciale abbattere le sacche di suscettibilità ampiamente presenti nella nostra popolazione adulta.

Come?

Offrendo attivamente la vaccinazione con 2 dosi di vaccino in tutte le occasioni possibili.

Lo stesso vale per la vaccinazione contro la varicella, essendo necessario offrire la vaccinazione con 2 dosi nei soggetti anamnesticamente negativi per la malattia che non siano già stati immunizzati attivamente in precedenza.

E dai 60 anni?

A partire dai 60 anni, la vaccinazione antinfluenzale è raccomandata a tutti i soggetti.

Ciò deve avvenire indipendentemente dalla sussistenza di particolari situazioni di rischio, con l’obiettivo finale nel tempo di estendere la raccomandazione della vaccinazione a tutti i soggetti al di sopra dei 50 anni.

Le donne in età fertile

In previsione di una possibile gravidanza, le donne in età fertile devono assolutamente essere protette nei confronti di morbillo-parotite-rosolia e varicella, dato l’elevato rischio per il nascituro di infezioni contratte durante la gravidanza, specie nelle prime settimane di gestazione.

Per la varicella contratta nell’immediato periodo pre parto, il rischio, oltre che per il nascituro, è anche molto grave per la madre.

Le vaccinazioni con vaccini vivi attenuati non sono indicate se la donna è in gravidanza.

Nel caso una donna non risulti immune contro la rosolia o la varicella (o entrambe) durante la gravidanza, è importante che sia immunizzata prima della dimissione dal reparto maternità, nell’immediato post partum.

E per l’influenza?

Anche nei confronti dell’influenza è importante l’offerta della vaccinazione sia alla donna in età fertile sia alla donna durante il 2° o 3° trimestre di gravidanza.

Infatti l’influenza stagionale aumenta il rischio di ospedalizzazione, di prematurità e basso peso del nascituro e di interruzione di gravidanza.

Di grande rilievo è anche la vaccinazione durante la gravidanza contro difterite tetano pertosse

La pertosse contratta nei primi mesi può essere molto grave o persino mortale.

La fonte di infezione può essere spesso la madre, e la protezione conferita passivamente dalle madri che hanno acquisito l’immunità per malattia naturale o per vaccinazione molti anni prima è labile e incostante.

E’ raccomandata la vaccinazione con offerta attiva e gratuita delle donne di 25 anni di età con vaccino anti-HPV, anche utilizzando l’occasione opportuna della chiamata al primo screening per la citologia cervicale (Pap test).

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