SVIZZERA: CAPODANNO 2026 DIVENTA TRAGEDIA A CRANS-MONTANA

SVIZZERA: CAPODANNO 2026 DIVENTA TRAGEDIA A CRANS-MONTANA

SVIZZERA: CAPODANNO 2026 DIVENTA TRAGEDIA A CRANS-MONTANA

Articolo a cura di Valeria Civale — GiustoPeso.it

Numerosi i minori coinvolti: chi risponderà di loro?

Fino a pochi giorni fa, cercando sul web “Crans-Montana”, i motori di ricerca restituivano un lungo elenco delle belle cose da fare in vacanza. La località, situata a sud-ovest della Svizzera, con i suoi 9 laghi, offre diverse piste da sci, anche da fondo. Percorsi escursionistici, campi da golf, ma non solo. Ottima cucina e la possibilità di dedicarsi allo shopping promettono la vacanza invernale ideale.

Questo deve aver convinto, anche quest’anno, numerose famiglie che hanno scelto di trascorrere lì il Capodanno 2026. C’è anche un ostello per la gioventù a Crans-Montana: la “Bella Lui” (“la bella luce” in dialetto vallesano).

Dal 1° gennaio 2026, purtroppo, la restituzione dei motori di ricerca sul web è drammaticamente cambiata.

La notte di San Silvestro che ha sconvolto l’Europa

Numerosi sono gli articoli dedicati ai circa 116 feriti e ai 40 morti coinvolti nel terrificante incendio divampato nella discoteca “Le Constellation” nella notte di San Silvestro. Giovani e giovanissimi sono stati sorpresi dalle fiamme e dal fumo mentre festeggiavano l’arrivo del nuovo anno.

Proprio durante i festeggiamenti del nuovo inizio, circa 40 persone sono andate incontro alla fine della loro vita. Fa male al cuore. Colpisce allo stomaco. Viene quasi voglia di smettere di leggerne e spegnere la TV.

Ma quando ci sono minori coinvolti, è una responsabilità degli adulti approfondire. Capire cosa è accaduto e verificare se, e cosa, cambiare in futuro.

Minori e discoteche: cosa dice la legge svizzera

La Svizzera è una repubblica federale direttoriale. Questo significa che ogni cantone ha una propria autonomia, pur rispondendo sempre al quadro della normativa federale.

Secondo la legge del Canton Vallese, un minorenne di età inferiore ai 16 anni non può frequentare un bar dopo le ore 22.00 senza essere accompagnato da un genitore o da un rappresentante legale. Lo ha ribadito in questi giorni la procuratrice generale Béatrice Pilloud.

Diverse sono le testimonianze dei genitori che dichiarano di non aver accompagnato i loro figli.

Un problema che supera i confini nazionali

Oltre a cittadini svizzeri, nel locale hanno perso la vita anche 8 francesi e 6 italiani. E viene da chiedersi: cosa prevedono i rispettivi ordinamenti giuridici, nelle nazioni di provenienza, in materia di minorenni in discoteca?

Si può dire che siano sostanzialmente allineati. La legge italiana, per esempio, non stabilisce un’età minima unica per l’ingresso in discoteca, ma delega ai Comuni la decisione, con una regola generale fissata intorno ai 16 anni (salvo eccezioni più restrittive) e con il divieto assoluto di somministrazione di alcolici ai minori di 18 anni.

Per i trasgressori sono previste sanzioni severe, comprese sanzioni penali. Per i minori sotto i 14 anni, l’abbandono configura un reato penale (art. 591 c.p.), mentre per i ragazzi tra i 14 e i 18 anni rimane l’obbligo genitoriale di vigilanza, anche se l’ingresso nei locali da ballo è generalmente consentito.

Una riflessione necessaria

Dopo episodi simili vale la pena chiedersi se sia il caso di riconsiderare ciò che la società ha ormai normalizzato. Qual è il reale beneficio che possono trarre ragazzi tra i 14 e i 18 anni nel frequentare questo genere di locali notturni?

La componente positiva dell’aggregazione supera davvero i rischi che scaturiscono da luoghi chiusi, con musica ad alto volume e in cui si fa largo consumo di alcol?

Si attende il resoconto delle autorità competenti che indagano sulla vicenda, per rintracciare tutte le responsabilità.

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