Psicosi da glutine: possibile anche in età pediatrica
a cura del Prof. Giorgio Pitzalis
Psicosi da glutine. La sensibilità al glutine non celiaca (NCGS) è una sindrome diagnosticata in pazienti con sintomi che rispondono all’eliminazione del glutine dalla dieta, dopo aver escluso la celiachia e l’allergia al grano.
La NCGS è stata correlata a disturbi neuropsichiatrici, come autismo, schizofrenia e depressione.
È stato descritto un caso isolato di NCGS con allucinazioni in un paziente adulto.
Riportiamo un caso pediatrico di disturbo psicotico chiaramente correlato alla NCGS e ne indaghiamo le cause attraverso una revisione della letteratura.
La patogenesi delle manifestazioni neuropsichiatriche della NCGS non è chiara.
La descrizione di questa condizione è per lo più limitata agli adulti, incluso un gran numero di pazienti precedentemente etichettati con “sindrome dell’intestino irritabile” o “disturbo psicosomatico”.
La presentazione “classica” della NCGS è una combinazione di sintomi gastrointestinali tra cui dolore addominale, gonfiore, anomalie delle abitudini intestinali (diarrea o stitichezza) e manifestazioni sistemiche tra cui disturbi dell’area neuropsichiatrica come “mente annebbiata”, depressione, mal di testa, affaticamento e intorpidimento di gambe o braccia. In studi recenti, la NCGS è stata correlata alla comparsa di disturbi neuropsichiatrici, come autismo, schizofrenia e depressione.
Caso clinico
Ragazza di 14 anni. Dopo un episodio febbrile, divenne sempre più irritabile e riferì mal di testa quotidiano e difficoltà di concentrazione.
Un mese dopo, i suoi sintomi peggiorarono presentandosi con forte mal di testa, disturbi del sonno e alterazioni del comportamento, con diversi attacchi di pianto immotivato e apatia. Il suo rendimento scolastico peggiorò, come riferito dai suoi insegnanti.
La paziente fu indirizzata a un ambulatorio neuropsichiatrico locale, dove le fu diagnosticato un disturbo somatico di conversione e le fu prescritto un trattamento con benzodiazepine.
Durante gli esami scolastici finali, i sintomi psichiatrici, che si erano manifestati sporadicamente nei due mesi precedenti, peggiorarono. Iniziò infatti ad avere allucinazioni complesse, descritte come indistinguibili dalla realtà. Le allucinazioni includevano scene vivide con familiari o senza, e allucinazioni ipnagogiche mentre si rilassava sul letto. Presentava anche perdita di peso (circa il 5% del suo peso) e sintomi gastrointestinali come distensione addominale e grave stitichezza. Fu ricoverata più volte in un reparto psichiatrico.
Dopo aver mangiato della pasta, ha presentato crisi di pianto, confusione, atassia, grave ansia e delirio paranoico, e fu nuovamente ricoverata.
Gli esami di laboratorio hanno mostrato valori elevati di calprotectina fecale (350 mg/dL, range normale: 0-50 mg/dL).
Nel settembre 2013, la paziente si è presentata con forte dolore addominale, astenia, rallentamento del linguaggio, depressione, pensieri paranoici e ideazione suicidaria fino a uno stato di precoma.
Il sospetto clinico si stava orientando verso un disturbo psicotico fluttuante. Fu trattata con un antipsicotico senza miglioramento.
Nel novembre 2013, a causa di sintomi gastrointestinali e ulteriore perdita di peso (circa il 15% del suo peso nell’ultimo anno), fu consultato un nutrizionista che consigliò una dieta senza glutine; sorprendentemente, entro una settimana i sintomi (sia gastrointestinali che psichiatrici) migliorarono drasticamente e la dieta fu mantenuta per quattro mesi.
Nonostante l’attenzione, alcune esposizioni involontarie al glutine provocarono la ricomparsa dei sintomi psicotici entro circa quattro ore; i sintomi si attenuavano in due o tre giorni. Nell’aprile 2014 (due anni dopo l’insorgenza dei sintomi) fu ricoverata presso il nostro ambulatorio di gastroenterologia pediatrica per sospetta NCGS.
Discussione
Fino a pochi anni fa, lo spettro dei disturbi correlati al glutine includeva solo celiachia e allergia al grano, pertanto la paziente sarebbe stata trattata come “paziente psicotico” con farmaci antipsicotici a vita.
Recenti dati hanno suggerito l’esistenza di un’altra forma di intolleranza al glutine: la NCGS, in cui i sintomi compaiono subito dopo l’ingestione di glutine, scompaiono con l’astinenza e ricompaiono dopo nuova esposizione, senza segni di celiachia o allergia.
Nel presente caso, la correlazione tra ingestione di glutine e sintomi psicotici è stata dimostrata; la paziente non presentava anticorpi anti-tTG o EMA né segni di danno intestinale alla biopsia.
Era anche negativo il test per allergia alle proteine del grano. Il test di provocazione al glutine in doppio cieco ha confermato la diagnosi: eliminazione e reintroduzione del glutine erano seguite rispettivamente da scomparsa e ricomparsa dei sintomi.
Quale può essere la patogenesi?
Alcuni sintomi neuropsichiatrici possono derivare dall’eccessivo assorbimento di peptidi con attività oppioide prodotti dalla degradazione incompleta del glutine.
L’aumentata permeabilità intestinale (“leaky gut”) può consentire a questi peptidi di entrare nel circolo sanguigno e attraversare la barriera ematoencefalica, influenzando il sistema nervoso centrale.
In questo caso si è osservato un aumento della calprotectina fecale che si è normalizzato durante la dieta senza glutine, suggerendo la presenza di infiammazione intestinale.
Questo caso clinico mostra che la psicosi può essere una manifestazione della NCGS anche in età pediatrica; la diagnosi è complessa e spesso i casi rimangono non riconosciuti.
La patogenesi resta ancora poco chiara e sono necessari studi prospettici per chiarire il reale ruolo del glutine in questi disturbi.
