Le coliche del lattante: che fine fanno?
A cura del Prof. Giorgio Pitzalis
Circa un neonato su quattro presenta pianto prolungato, agitazione o coliche infantili (CI) nei primi tre mesi di vita e viene indirizzato a una valutazione medica. Nonostante la loro frequenza, la patogenesi delle coliche rimane in parte sconosciuta, così come le possibili implicazioni sulla salute futura.
Coliche infantili e salute a lungo termine
La maggior parte degli studi evidenzia un’associazione tra le coliche infantili e la comparsa, negli anni successivi, di disturbi gastrointestinali funzionali (FGID). Questa relazione potrebbe essere spiegata dalla presenza di fattori eziopatogenetici comuni, tra cui elementi ambientali e dietetici, dismotilità intestinale e ipersensibilità viscerale.
Sebbene la presenza di malattie allergiche nei parenti di primo grado possa rappresentare un fattore di rischio per l’insorgenza delle coliche, queste ultime non sembrano costituire un fattore di rischio diretto per lo sviluppo successivo di malattie atopiche nell’individuo.
Coliche, comportamento e sistema nervoso
Nel complesso, emerge una possibile relazione tra coliche infantili e la comparsa, in età successive, di cefalee di tipo emicranico. Analogamente, i bambini con una storia di coliche sembrano presentare più frequentemente problematiche comportamentali, spesso associate a livelli più elevati di stress genitoriale.
Il ruolo del microbiota intestinale
Una delle teorie più recenti attribuisce un ruolo centrale allo squilibrio del microbiota intestinale nell’insorgenza delle coliche infantili. Alla nascita, il microbiota intestinale e i sistemi nervoso e immunitario del tratto gastrointestinale risultano immaturi. Il corretto sviluppo del microbiota nel periodo neonatale è essenziale per la maturazione del sistema immunitario e per il benessere generale dell’organismo.
Nei neonati con coliche sono stati osservati una ridotta diversità microbica, livelli elevati di calprotectina e un aumento di proteine antimicrobiche rilasciate dai neutrofili intestinali, probabilmente correlati a uno stato di infiammazione intestinale di basso grado rispetto ai neonati sani.
Asse intestino-cervello e fattori psicosociali
Altre ipotesi recenti suggeriscono il possibile coinvolgimento di fattori psicosociali, quali depressione postpartum, ansia genitoriale, gravidanze stressanti, esperienze avverse durante il parto, scarse competenze genitoriali e disregolazione dell’asse intestino-cervello.
I disturbi gastrointestinali funzionali (FGID) sono definiti come una combinazione variabile di sintomi gastrointestinali cronici o ricorrenti non attribuibili a patologie organiche. Le evidenze indicano l’esistenza di un dialogo bidirezionale continuo tra cervello e intestino, meccanismo chiave che collega lo stato emotivo alla disfunzione gastrointestinale.
Coliche e disturbi gastrointestinali funzionali
Studi preclinici suggeriscono che le alterazioni del microbiota intestinale possano influenzare i sistemi di segnalazione cerebrale coinvolti nel dolore e nel comportamento emotivo. Sebbene le coliche siano tradizionalmente considerate condizioni autolimitanti, un microbiota alterato e il passaggio di antigeni attraverso una barriera intestinale immatura potrebbero svolgere un ruolo cruciale nella patogenesi dei disturbi funzionali successivi.
Questi risultati appaiono coerenti, poiché fattori eziopatogenetici e sintomi come dismotilità intestinale, aumento del gas intraluminale e irritabilità sono comuni sia alle coliche infantili sia ai FGID. È noto, infatti, che la dismotilità gastrointestinale caratterizza sia i neonati con coliche sia gli individui con dolore addominale ricorrente.
Le diete di eliminazione del latte vaccino, con l’impiego di formule ampiamente idrolizzate, sono state riportate come efficaci nel trattamento delle coliche. Poiché la malattia allergica precoce rappresenta un possibile fattore di rischio per la successiva marcia atopica, resta aperta la questione se le coliche infantili possano predisporre allo sviluppo di patologie allergiche più avanti nella vita.
