Il sonno del lattante tra genetica e ambiente

Il sonno del lattante tra genetica e ambiente

Il sonno del lattante tra genetica e ambiente

A cura del Prof. Giorgio Pitzalis

Il sonno e la regolazione comportamentale rappresentano elementi fondamentali per uno sviluppo sano
nei primi mesi di vita. Nonostante la loro importanza, il contributo relativo dei fattori genetici
e ambientali al sonno precoce e ai comportamenti regolatori del lattante è ancora poco compreso,
così come il modo in cui tali influenze possano modificarsi nel corso dei primi mesi di vita.

Disegno dello studio

Le influenze genetiche e ambientali sui comportamenti legati al sonno, all’addormentamento e al pianto
a 2 e 5 mesi di età sono state analizzate in un campione di 998 gemelli, utilizzando un classico
disegno di studio gemellare. Inoltre, sono stati calcolati punteggi poligenici per diversi
comportamenti relativi al sonno, nonché per condizioni psichiatriche e neuroevolutive.

Risultati

Le influenze genetiche (A) spiegano una parte rilevante della variabilità nella durata del pianto
sia a 2 che a 5 mesi (A = 0,29–0,70) e nella capacità di addormentamento a 5 mesi (A = 0,51–0,67).
L’ambiente condiviso (C) influisce invece in modo predominante sul numero di risvegli notturni
a entrambe le età considerate (C = 0,61–0,90) e sulla capacità di calmarsi a 2 mesi (C = 0,36–0,65).

Considerazioni

Lo studio suggerisce una modesta influenza genetica condivisa sulla capacità di calmarsi durante
il giorno in tutte le età analizzate (24%), mentre le stime genetiche condivise per la capacità
di calmarsi la sera e la notte risultano non significative.

È stata osservata una moderata influenza dell’ambiente condiviso sul numero di risvegli notturni (56%)
e una modesta ma significativa influenza genetica condivisa sulla durata del pianto serale e notturno
(17–33%). Gli effetti ambientali unici risultano prevalentemente specifici per ciascuna età.

Punti chiave

  • I comportamenti precoci di sonno, calma e pianto nei neonati sono determinanti per diversi esiti dello sviluppo.
  • I fattori genetici influenzano in modo rilevante la durata del pianto e la capacità di calmarsi nella prima infanzia.
  • I fattori ambientali condivisi incidono soprattutto sul numero di risvegli notturni.
  • L’analisi longitudinale mostra influenze genetiche e ambientali condivise, seppur modeste, tra i 2 e i 5 mesi di età.

Indicazioni pratiche

Fin dall’inizio è fondamentale che il lattante venga posto a dormire nella propria culla o nel
proprio lettino. Non dovrebbe mai dormire nello stesso letto dei genitori né addormentarsi nel
lettone o in braccio per poi essere spostato. L’adozione di queste buone pratiche favorisce
un corretto addormentamento e riduce la comparsa di disturbi del sonno nei primi mesi di vita.

Fonte


Journal of Child Psychology and Psychiatry – Wiley


TI POTREBBERO INTERESSARE...