Il ruolo dei padri nella trasmissione dell’obesità

Il ruolo dei padri nella trasmissione dell'obesità

Il ruolo dei padri nella trasmissione dell’obesità

a cura del Prof. Giorgio Pitzalis

L’obesità rimane una delle principali sfide per la salute pubblica, con una prevalenza in aumento nei bambini, negli adolescenti e negli adulti. Solo negli Stati Uniti, se l’attuale andamento dovesse continuare, entro il 2050 più di 250 milioni di persone saranno in sovrappeso o obese. L’obesità dei genitori è un forte predittore dell’obesità infantile e il rischio è massimo quando entrambi i genitori ne sono affetti.

L’obesità paterna influenza la salute metabolica della prole attraverso tre meccanismi principali:

  • A livello biologico, l’obesità paterna altera le caratteristiche epigenetiche dello sperma, che sono trasmissibili alla prole e modificabili attraverso interventi sullo stile di vita prima del concepimento.
  • A livello comportamentale, la qualità dell’alimentazione, l’attività fisica, le pratiche di alimentazione e gli stili genitoriali dei padri influenzano direttamente le abitudini alimentari e i livelli di attività dei figli, e la transizione alla paternità rappresenta un periodo critico in cui si verificano comunemente aumento di peso e cambiamenti nello stile di vita paterno.
  • A livello socioecologico, i determinanti sociali della salute, tra cui l’insicurezza alimentare, le caratteristiche del quartiere e la salute mentale paterna, creano esposizioni condivise a livello familiare che influenzano simultaneamente la fisiologia paterna, i comportamenti genitoriali e le avversità infantili, aggravando il rischio di obesità attraverso le generazioni.

I padri svolgono un ruolo cruciale nel determinare il rischio di obesità infantile, dal periodo preconcezionale fino all’infanzia. Promuovere la prevenzione dell’obesità richiede l’estensione della consulenza preconcezionale anche ai padri, l’implementazione di programmi di educazione perinatale e di prevenzione dell’obesità che li includano, l’adozione di politiche aziendali che supportino il coinvolgimento paterno e la priorità da dare alla ricerca che chiarisca il contributo paterno alla trasmissione intergenerazionale dell’obesità.

Il paradigma delle origini evolutive della salute e delle malattie postula che le esposizioni ambientali durante le finestre critiche dello sviluppo, in particolare i periodi periconcezionale, fetale e postnatale precoce, possano programmare gli esiti di salute a lungo termine, tra cui obesità e malattie metaboliche, nella prole. Nuove evidenze dimostrano che l’influenza paterna sulla salute della prole si estende dal periodo preconcezionale fino a ben oltre la finestra perinatale, con implicazioni a lungo termine per il rischio di obesità infantile.

L’obesità è ereditabile per circa il 40-70%, con una predisposizione genetica plasmata da centinaia di varianti comuni che interagiscono con le esposizioni ambientali. A differenza degli ovociti materni, le cellule germinali paterne subiscono un continuo rinnovamento nel corso della vita.

La spermatogenesi inizia circa 74 giorni prima dell’eiaculazione e le fasi finali rimangono altamente sensibili alle condizioni metaboliche, endocrine, infiammatorie e ambientali nei 3-6 mesi precedenti il concepimento. Di conseguenza, la fisiologia paterna, inclusi obesità, qualità della dieta, stress, esposizione a tossine, sonno e attività fisica, influenza direttamente la qualità dello sperma e il carico molecolare in esso contenuto.

Ad esempio, rispetto agli uomini con peso normale, gli uomini obesi presentano una concentrazione spermatica inferiore del 20-40%, una motilità ridotta e tassi più elevati di frammentazione del DNA spermatico, a dimostrazione degli effetti dannosi della disregolazione metabolica sulla funzione riproduttiva. Per gli uomini con obesità, queste alterazioni della produzione e della qualità dello sperma aumentano il rischio di infertilità del 30-66% e aumentano le probabilità di perdita della gravidanza indipendentemente da fattori materni.

Studi sull’uomo dimostrano inoltre che questi segnali epigenetici sono dinamici e reversibili. Gli interventi per la perdita di peso, compresi gli approcci comportamentali e chirurgici, modificano i modelli di metilazione del DNA dello sperma e migliorano la qualità e la funzione dello sperma.

La transizione alla paternità tra gli uomini rappresenta un evento importante e distinto della vita in cui possono verificarsi cambiamenti sostanziali nello stile di vita e nei comportamenti legati alla salute. Alcuni uomini possono essere motivati a migliorare la propria salute durante la transizione alla paternità, mentre altri sono sfidati a scegliere uno stile di vita sano e ad adottare comportamenti che promuovono la salute, poiché sperimentano un’interruzione delle loro routine tipiche. Lo stile di vita e i comportamenti legati alla salute di un padre, dal periodo preconcezionale fino alla prima infanzia del figlio, possono avere un impatto sia sulla sua salute che sulla salute del bambino.

I bambini che osservano e imitano i modelli alimentari, i livelli di attività e gli atteggiamenti legati alla salute del padre. Un maggiore coinvolgimento paterno nella cura dei figli è associato a modelli alimentari più sani e a un minor rischio di obesità, indipendentemente dai fattori socioeconomici. La genitorialità disimpegnata è associata a impatti negativi sui comportamenti legati allo stile di vita dei bambini. La ricerca suggerisce inoltre che quando entrambi i genitori modellano comportamenti sani e impiegano approcci genitoriali coerenti, gli effetti sul rischio di obesità infantile sono rafforzati.

Numerosi studi di coorte su larga scala dimostrano che i figli di padri in sovrappeso o obesi hanno maggiori probabilità di essere a loro volta in sovrappeso o obesi, indipendentemente dallo stato ponderale materno.

Dato che i figli di padri obesi hanno maggiori probabilità di essere obesi indipendentemente da fattori materni, caratterizzare e affrontare ulteriormente l’aumento di peso associato alla paternità potrebbe aiutare a prevenire la trasmissione intergenerazionale dell’obesità.

Le diete ricche di frutta, verdura, cereali integrali, noci, frutti di mare e latticini a basso contenuto di grassi sono associate a una maggiore concentrazione, motilità, morfologia e numero totale di spermatozoi, indipendentemente dall’età e dall’IMC. Al contrario, un elevato consumo di carni rosse e lavorate, grassi saturi, bevande zuccherate e alimenti ultra-processati è associato a una peggiore qualità dello sperma, inclusa una minore motilità, una morfologia anomala e una maggiore frammentazione del DNA.

Ovviamente l’esempio positivo, il monitoraggio e i pasti condivisi in famiglia sono associati a una migliore qualità della dieta e a scelte alimentari più sane nei bambini. Al contrario, i comportamenti sedentari paterni, in particolare le attività basate sullo schermo, influenzano le norme familiari relative al tempo trascorso davanti allo schermo e possono essere predittivi di comportamenti sedentari simili nei bambini.

L’uso di tabacco e alcol da parte del padre può avere conseguenze significative per la salute del bambino. La ricerca dimostra che il fumo paterno è associato a danni al DNA e modifiche epigenetiche nello sperma, inclusi modelli di metilazione alterati nei geni che regolano la crescita e il metabolismo. Studi epidemiologici hanno anche collegato il fumo paterno prima del concepimento a un aumento del rischio di obesità nella prole, con alcune prove che suggeriscono relazioni dose-risposta tra l’intensità del fumo e l’IMC del bambino. Il consumo di alcol paterno prima del concepimento ha un impatto simile sulla qualità dello sperma e sulla programmazione epigenetica. Studi sull’uomo hanno trovato associazioni tra l’uso di alcol paterno e gli esiti neuroevolutivi della prole, sebbene le relazioni con l’obesità rimangano meno ben caratterizzate. Oltre a questi meccanismi biologici che operano attraverso le esposizioni preconcezionali, l’uso di sostanze da parte del padre durante l’educazione di un bambino può anche influenzare i comportamenti sanitari della prole attraverso il modellamento sociale, rappresentando un percorso di sviluppo distinto.

I padri svolgono un ruolo fondamentale nel plasmare il rischio di obesità infantile, attraverso influenze dirette e indirette, dal periodo preconcezionale a quello postnatale e fino all’infanzia. Riconoscere l’influenza critica della salute paterna sugli esiti della prole richiede di ampliare la consulenza preconcezionale oltre il suo tradizionale focus materno, coinvolgendo attivamente i futuri padri.

I medici possono consigliare i padri sull’importanza della propria salute e dei propri comportamenti legati allo stile di vita, tra cui la gestione del peso, l’attività fisica, l’alimentazione e la riduzione dello stress, non solo per il loro benessere personale, ma anche per il loro potenziale impatto sulle traiettorie di salute dei loro figli.

Fonte: https://link.springer.com/article/10.1007/s13679-026-00720-9

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